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iSeries e Open Source

L'Open Source sull'i5   Tool e componenti per i5   Applicazioni  
Il modello Open source sta conquistando sempre maggiori spazi nel mondo dell'IT: nel settore Web Server, dove l'application server Geronimo di Apache ha ottenuto la certificazione J2EE, anche IBM ha annunciato una versione gratuita di WebSphere Application Server (Community edition), basata proprio su Geronimo.
Fra i database, Oracle ha rilasciato l' Express Edition, liberamente scaricabile, del suo Database 10g; lo stesso ha fatto IBM con il DB2 (Express Edition).

(Per una puntualizzazione dei termini Open Source e Free Software v. Perché "Software Libero" è meglio di "Open Source" e, in questo sito, Software libero).

Esistono ormai numerosi DataBase, IDE per lo sviluppo, e molte altre risorse per sviluppatori ed utenti finali.
Va osservato che Open Source non è sinonimo di gratuito: ci si riferisce soprattutto al fatto che è disponibile il codice sorgente, e l'utente è libero di utilizzarlo secondo quanto è previsto dalla licenza (di solito è possibile modificare, copiare, installare, ridistribuire; in alcuni casi, anche rivendere). Oltre ai servizi necessari per l'utilizzo del software free (ricerca e collaudo, installazione, personalizzazione, formazione e così via), si va sviluppando la produzione di prodotti commerciali che si appoggiano a software free, come dimostra l'ecosistema che sta crescendo sulla piattaforma Eclipse.
I sostenitori di questa concezione insistono sulla qualità del software Open Source:
Quando i programmatori possono leggere, redistribuire e modificare il codice, il software evolve. Chiunque lo può migliorare, adattare e correggerne gli errori. E questo può avvenire ad una velocità che, per chi è abituato al passo lento dello sviluppo convenzionale, appare incredibile.
(Dal sito Open Source Initiative).
Sul sito javaopenbusiness Luca De Biase, commentando la crescente quota di mercato dell' Open Source, ne dà questa spiegazione:
Gli imprenditori sono probabilmente attratti dall'open source perchè non richiede il pagamento della licenza per l'utilizzo del software, che talvolta può essere una "bolletta" davvero pesante. Ma una volta che, interessati dal risparmio che l'open source sembra garantire, approfondiscono l'argomento, quegli stessi imprenditori scoprono di solito soluzioni altrettanto affidabili di quelle tradizionali ma prodotte da un ecosistema che si rivela qualche volta più vicino e attento ai loro interessi del mondo dei programmi proprietari.

Perchè? Dove sta il segreto di questa soluzione? Il modello di business del software proprietario si basa su forti investimenti iniziali per produrre software standard da rivendere in grandi volumi e a più riprese, con le successive versioni che obbligano all'aggiornamento e all'ulteriore pagamento. Il modello di business dell'open source invece riduce l'investimento iniziale attraverso la condivisione della programmazione iniziale e di quella necessaria agli aggiornamenti: quello che si vende, invece, è il lavoro di installazione, personalizzazione, formazione o manutenzione delle soluzioni. Questo consente di lavorare con maggiore attenzione alle esigenze specifiche degli utenti sulla base di un patrimonio di software comune dal quale attingere.
(Benvenuti nel portale dell'Open Source per le Piccole e Medie Imprese)

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